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Campoleone
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Contents
• Storia
• Note
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Geografia fisica
Sorge ai piedi dei mwfwColli Albani, in parte nel comune di mwgaAprilia, dove si trova la stazione ferroviaria, e in parte nel comune di mwgqLanuvio, dove si trovano importanti monumenti archeologici coma la via mwggAstura, la via ardeate-lanuvina che si immetteva nella mwgwvia Ardeatina, e ponte Loreto del mwhaII secolo a.C. Qui venne localizzata da mwhqAntonio Nibby l'antica città latina di mwhgPolusca (Casal delle Mandrie). L’identificazione del Nibby si basava soprattutto sulle caratteristiche morfologiche del colle (“un tumulo imboschito di forma particolare e tale da poter avere contenuto una antica piccola città fortificata”)cite-ref-1[1]. La presenza di tagli artificiali sulle pareti tufacee del colle (visibili ancora oggi presso il parcheggio del campo sportivo) vanno invece messe in relazione alla presenza di una cava di tufo. mwiwRodolfo Lanciani, in seguito ad alcuni sopralluoghi da lui effettuati sul posto, non accolse l’ipotesi del Nibby e concluse che Pollusca fosse da ricercare altrovecite-ref-2[2]. Dello stesso avviso fu Lorenzo Quilici, il quale a seguito di un’indagine condotta sul luogo fece decadere la proposta ottocentesca del Nibby e concluse che “appare innanzi tutto non più sostenibile, e senz’altro da respingere, l’ubicazione di Polusca all’Osteria di Civita”cite-ref-3[3].
Storia
In epoca romana presso l’odierno incrocio di Campoleone si intersecavano i basolati di alcune antiche strade romane, tra cui la Via Anziate (oggi mwlgVia Nettunense), la Via Satricana (oggi Via Cisternense) e la Via Laviniense. Nel 1930 sul colle dell’Osteria di Civita, a Campoleone, vennero rinvenuti i resti di un’estesa villa romana di età tardo-repubblicana, che ha restituito molti rocchi di colonne, pertinenti ad un grande portico. Questa villa è stata attribuita a quella che mwlwBruto e mwmaCassio possedevano nell’agro di Lanuviocite-ref-4[4]. Da alcune lettere scritte da mwnqCicerone sappiamo che Marco Giunio Bruto, in seguito all’uccisione di mwngGiulio Cesare alle idi di marzo del 44 a.C. (di cui fu uno dei cospiratori), fu costretto ad abbandonare Roma per evitare ritorsioni e raggiunse la propria residenza nell’agro di Lanuviocite-ref-5[5]. Successivamente venne qui raggiunto anche da mwowCassio Longino, anch’egli congiurato, ed attesero invano che la situazione a Roma si calmasse. Da Cicerone sappiamo inoltre che questa villa era ornata da un bel portico detto “persiano” (riportato alla luce nel 1930), nel quale i due congiurati erano soliti oziare seduti presso un fiumecite-ref-6[6]. In età tardo-antica nella zona è menzionato il fondo Cassiano, il cui toponimo deriva dallo stesso Cassio Longino, possessore del fondo e della villa.
Il toponimo odierno ha origine invece nel mwqqMedioevo, e più precisamente nel 1244, quando compare il fondo Leonis, che sembra derivare con ogni probabilità dal nome del nuovo proprietario. Altra località che compare nel Medioevo è la Sicclica, ovvero “la Secca”, la quale indica un’area estesa ed asciutta utilizzata per l’agricoltura o per l’allevamento del bestiame, corrispondente all’odierna tenuta del Pascolaro, presso Campoleone.
A partire dal mwqwCinquecento le carte topografiche riportano presso l’odierno incrocio di Campoleone, l’Osteria di Civita, per il ristoro ed il pernottamento dei viandanti. Nel corso dell’mwraOttocento l’Osteria venne gravemente danneggiata da un incendio doloso ed a causa del suo cattivo stato di conservazione divenne nota come Osteriaccia. Questo edificio era collocato presso la biforcazione tra la Via Nettunense e la Via Cisternense ed oggi, completamente ristrutturato, è stato adibito a tabaccaio.
Almeno dal mwrgsecolo XVI Campoleone dava il nome a una tenuta che apparteneva ai mwrwSavelli di mwsaAlbanocite-ref-7[7], per passare agli inizi del Settecento alla famiglia mwtqChigi, con un'estensione di 506 rubbia pari a circa 911 ettaricite-ref-8[8] e confinava con il territorio di mwugAriccia e con le tenute di mwuwMontagnano, Tor di Bruno, Pescarella, mwvaCasalazzara, Valle Oliva e Colli di S. Paolo.
La mwvgstazione di Campoleone rappresenta il più importante snodo ferroviario di Roma sud, è dotata di sette binari passanti ed è il punto di biforcazione della linea per mwvwNettuno.
Note
cite-note-11. ↑ A. Nibby, mwxgAnalisi storico, topografica, antiquaria della carta de’ dintorni di Roma, Roma 1868, vol. I, pp. 402-403.
cite-note-22. ↑ R. Lanciani, BIASA, Codex Topographicus 86/1, p. 11 e f. 322.
cite-note-33. ↑ L. Quilici, S. Quilici Gigli, mwzqLongula e Polusca, in mwzgArcheologia Laziale VI, 1984, p. 131.
cite-note-44. ↑ Christian Mauri, mwagLa civita medievale di Lanuvio. Analisi archeologica e topografica del castello e del territorio di Lanuvio dall’epoca romana al Medioevo e primo Rinascimento, Aracne editrice 2013, pp. 100-102, 143-144, 153
cite-note-55. ↑ Cicerone, Ad Atticum XIV, 7, 1 e XIV, 10, 1.
cite-note-66. ↑ Cicerone, Ad Atticum, XV, 9, 1.
cite-note-77. ↑ mwdaJean Coste, mwdqI casali della Campagna di Roma nella seconda metà del Cinquecento, in “Archivio della Società Romana di Storia Patria”, XCIV, 1971, pp. 31-143
cite-note-88. ↑ mweqNicola Maria Nicolai, mwegCatasto annonario delle tenute dell'agro romano..., Roma 1803, p.200
Voci correlate
Collegamenti esterni